Noi, i pannelli e il Sole

 

Abbiamo avuto un persistente vento da sud, e per tre giorni bassissima visibilità e continue nevicate.

Per due giorni si è reso necessario pulire più volte i pannelli perché la temperatura a volte si rialzava appena bagnandoli e poi li gelava inesorabilmente.

Ho dovuto insegnare a Dorje, uno sherpa di 20 anni, piccolino ma sveglio, come pulire i pannelli. Poi gli ho messo un'imbragatura e siamo saliti anche su quelli più in alto, aggrappandoci ai profilati d'alluminio resi lucidi di ghiaccio dalla neve bagnata e dal successivo rigelo portato dai venti gelidi. Abbiamo insieme sperimentato quanto siamo fortunati alla nostra latitudine e alla nostra altezza per l'infinita energia di questo sole Himalayano.

 

Talvolta bastava appena liberare la superficie dei pannelli per renderli scuri e quindi ricettivi all'energia della luce solare e per convertire in pochi minuti la crosta di ghiaccio in una spruzzata di rugiada. Ma dovevamo saper bene quando farlo perché in agguato c'era sempre un'altra nevicata, e con essa, qualche volta anche una leggera sensazione di inutilità del nostro lavoro. Ma così doveva essere se volevamo garantire il miglior funzionamento della Base. Mi sono diverse volte arrampicato sulle rastrelliere indovinando gli appoggi sotto la neve spessa, in un clima da inverni "scozzesi", accarezzando i lisci cristalli delle celle e provocando allegri smottamenti di neve lungo tutta la facciata, rientrando sudato sotto la tuta nella sala da pranzo del lodge, tra lo stupore dei presenti che appena fuori dalla porta avevano freddo.

 

Oggi a mezzogiorno ho rimesso le scarpe da trekking e abbandonato finalmente la tuta. Infatti stamattina un intenso vapore da valle ha annebbiato tutta la valletta per un pezzo, poi il sole è esploso, ho chiamato i perplessi ricercatori nepalesi e li ho portati alle stazioni meteo e GPS, e quando mi hanno annunciato che non sarebbero mai più scesi da là con quella neve, ho tirato fuori una corda, piantato una piccozza nel terreno gelato e li ho fatti scendere con gran culate. Poveretti, non avevano mai visto la neve!

GP

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