MASSIMO E IL MONSONE

vedi anche questi siti:
http://www.mountnet.net

Il sito del Progetto Ev-K2-CNR

http://news.epson-meteo.org/

un sito del Centro Epson Meteo

http://www.lsi-lastem.it

il sito della Lastem, Stazioni Meteo

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Installazione della stazione meteo a Lukla


Sprofondato su una cassapanca dell'Himalaya Lodge, nei pressi del quale ha installato la sua ultima stazione meteo, giace Massimo Bollasina.
Gli strappo le ultime residue energie con questa intervista.

Massimo, perché sei così stanco? (e non è perché non ha il fisico, Nota di GP)
"Perché abbiamo lavorato tantissimo, senza riposo, e a tutte le quote (tra 2600 e 5035 m) con dieci giorni alla Piramide intensissimi…".

Anche col freddo? "Certo, sempre all'aperto e con venti e temperature polari…(e con poco ossigeno e tanta polvere in gola)".
Già perché è di questo che si occupa Massimo: capire perché il clima non ci "asseconda".


Cosa fai Massimo nella vita? "Sono un ricercatore del CEM (Centro Epson Meteo di Milano) e mi occupo di modellistica delle previsioni del tempo…". Niente a che vedere con le scatole di montaggio, spero… "No, la modellistica è una cosa molto seria: potenti calcolatori risolvono le complesse e correlate equazioni che descrivono il comportamento dell'atmosfera".

Quindi sei in Himalaya perché i meccanismi del clima qui sono particolarmente complicati? "Certo, il monsone asiatico è un fenomeno tanto interessante quanto complicato, che oltretutto condiziona la vita di metà della popolazione di tutto il mondo".

E non vi bastano i satelliti per studiarlo? "No, questi danno una fotografia istantanea dello stato dell'atmosfera, sopratutto per quanto riguarda la copertura nuvolosa (cioè la presenza di umidità). Poco invece ci dicono sui moti delle masse d'aria, sui profili di temperatura, e sulle complesse relazioni tra queste variabili, e le loro evoluzioni future. La soluzione a queste domande può solo provenire da un modello".

E perché allora dobbiamo ricorrere alle stazioni meteo? "In questa area difficile da descrivere sotto il profilo meteo per la complessa orografia…" (è arrivata la pizza…; Nota di GP)".
Più tardi:" …è necessaria una descrizione per mezzo di osservazioni a livello del suolo che i modelli riescono a rappresentare con limitato dettaglio".

E quindi cosa avete fatto? "Da tre anni ogni Autunno veniamo qui a svolgere ricerche meteorologiche, in particolare installando una rete di stazioni meteo automatiche che abbraccia tutta la valle del Khumbu".

Ma prima di voi non c'erano i Giapponesi, gli Americani, i Tedeschi… "In realtà gli unici che hanno stazioni meteo sono i Nepalesi a Dingboche 4400 m e i Giapponesi a Syangboche 3800 m. Ma solo questa ultima è moderna e automatica e i dati sono disponibili per la ricerca".

Mi stai dicendo che gli Italiani sono i primi al mondo a fare questa rete? "Sì, in questo siamo all'avanguardia, con una stazione a 2600 m (affacciata sul medio Himalaya), una a Namche 3570 m (alla confluenza delle due più grandi valli), una a Periche 4260 m (appena ai piedi delle masse glaciali e delle grandi cime), e le più alte alla Piramide 5035 m (a pochi Km dallo spartiacque Himalayano)…".

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Massimo Bollasina accanto alla stazione meteo di Lukla

Scusa, ma ho saputo che l'accesso a quella di Namche non è stato facile… "Sì la stazione è nel quartiere generale del Parco dell'Everest, che è stato occupato dai militari per fronteggiare la guerriglia maoista (I militari in genere non gli sono tanto simpatici, fortuna che và d'accordo col direttore del Parco, che abita dietro la stazione - Nota di GP)".

Quante stazioni avete in Piramide e perché? "Dunque, ne abbiamo tre. Una vecchia di backup, operativa dal 1994. Una recente in funzione dall'Autunno 2000. E poi il gioiello di quest'anno: la stazione CEOP, che sta per Co-ordinated Enhanced Observing Period, un progetto internazionale che si prefigge un periodo di monitoraggio intensivo di 2 anni delle interazioni dell'atmosfera col suolo all'interno del quale la nostra rete giocherà un ruolo importante".

In parole semplici, cosa fa la stazione CEOP? "Le stazioni meteo misurano le caratteristiche fisiche dell'atmosfera in determinati momenti, questa ne misura le interazioni energetiche col suolo. Sai perché quì a 5000 m c'è l'erba? Per la quantità di energia che il suolo riceve dal sole".

Grazie per averci edotti su questa potente natura, ma l'uomo Bollasina, cosa si riporta a casa dopo una missione così intensa? "Sai, per uno che vive di ricerca questo strumento (che ha una potenza di raccolta dei dati di oltre 1 milione di byte alla settimana) rappresenta una grande prospettiva per il futuro, al pari del panorama degli 8000, e grandi certezze per i nostri studi climatici".

Massimo ha resistito al monsone in salita, ai militari a Namche, ai morsi dei Babuc (sono i logger delle stazioni), alla vita spartana in ipossia della Piramide e alla seduzione degli ingegneri nepalesi (con questo titolo si era presentato un signore che pretendeva insistentemente spiegazioni mentre ero aggrappato a quota +4,50 sul palo della stazione). Ora Massimo sta soccombendo sotto gli attacchi di Tashi, il figlio di Dawa, il proprietario del Lodge che ci ha offerto tre birre e ancora non gli ha firmato il contratto di affitto del terreno. Aspetterà fino a domani alle 6:30, quando un piccolo aereo Twin Otter riporterà anche lui a Kathmandu. Tempo permettendo.

Gianpietro

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