I maggiori centri spirituali dell'alta valle del Khumbu si collocano
tra i 3000 e i 4500 metri di quota, Tyangboche col suo nuovo Gompa da poco
ricostruito dopo l'incendio che lo distrusse, č oggi il centro religioso
buddista principale sulla via all'Everest. I turisti vengono affascinati
dall'imponenza e dallo sfarzo del monastero, mentre i monaci hanno
l'aspetto benestante. Le vendite di materiale divulgativo nel vicino
museo, le offerte e le numerose sponsorizzazioni permettono ai religiosi
di guardare con serenitā al futuro dall'alto della loro panoramica
collina.
E le monache? Verrebbe spontaneo chiedersi, quelle dove sono?
Le monache non amano lo sfarzo e la confusione, e ancora timide e restie
al contatto con quel mondo febbricitante la fuori rimangono nascoste, a
due passi dal percorso verso il campo base, affollato quest'anno da
migliaia di persone. Se ci si lascia incuriosire da un gruppo di casupole
diroccate che appena si intravedono nella foresta di conifere e rododendro
di Deboche, a15 minuti a monte di Tyangboche, allora si comincia a
comprendere la realtā del monastero di Deboche, a 3800 m di quota.
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Per un minuscolo sentierino ci accede al piccolo insignificante Gompa,
aggirando catapecchie e molto probabilmente incontrando qualche schiva
giovane tibetana o qualche vecchia donna di etā indefinibile che si
aggirano portando ortaggi. Il Gompa č protetto da un portoncino
d'ingresso che si apre su un selciato di poche decine di metri quadri, al
centro l'immancabile palo con le bandiere di preghiera, su un lato la
cappella, di fianco la lercia cucina, resa misteriosa e suggestiva dai
raggi di sole che vi entrano.
Le monache sono lė, ogni mattina in preghiera o a svolgere una cerimonia,
la loro vita č al servizio della spiritualitā e si scioglie in riti
senza tempo. Gli anni e le intemperie sono stati crudeli con il modo di
vivere delle religiose: "Qui a Deboche" mi racconta la "Anila"
direttrice, la badessa, "le monache che hanno ancora famiglia sono
costrette a ritornare a casa loro per dormire, quelle vecchie hanno la
loro fatiscente casa, quelle rifugiate dal Tibet sono costrette a dormire
ammassate come animali nei ripostigli attorno al Gompa".
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Una quindicina di monache č ancora oggi attiva e vive nel monastero,
metā di queste sono ormai delle povere vecchie, la sopravvivenza del
centro spirituale č dunque assolutamente legata al necessario ricambio
generazionale, ma le giovani monache purtroppo non hanno a disposizione
alloggi, un locale comune e un ambiente per l'insegnamento delle pratiche,
non parliamo delle condizioni igieniche in cui ancora vivono.
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Consci dell'importanza di intervenire a salvaguardare una tradizione
religiosa importante come quella di Deboche, che ha avuto origine dal
monastero Tibetano di Rongbuk, appena al di lā dell'Everest, l'Ev-K2-CNR
e la Fondazione Benoit Chamoux hanno deciso di assicurare il futuro al
monastero con un progetto di supporto che ha l'ambizione di recuperare la
necessaria vitalitā al centro spirituale femminile. L'iniziativa prende
corpo con un'intervento volto a sostenere un'attivitā che giā le
religiose avevano intrapreso: la ristrutturazione di una vecchia casa in
modo da creare dei nuovi alloggi per almeno cinque giovani monache.
L'immagine e la continua attivitā di Ev-K2-CNR ai piedi del loro
Chomolongma (l'Everest per i Tibetani) le hanno rassicurate, e hanno
sciolto le loro perplessitā nell'accettare un aiuto esterno, anche grazie
al supporto della Fondazione che nel nome di Benoit Chamoux sostiene opere
e iniziative legate alla cultura e alla spiritualitā buddista.
A cura di Gian Pietro Verza (responsabile tecnico e logistico del
Laboratorio Piramide)
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